Beyoncé parla del suo prossimo film
ha confermato che interpreterà il La voce circola da mesi, ma la cantante ha dato per la prima volta una conferma ufficiale nel corso dell’intervista rilasciata ieri al programma tv americano Good Morning America.
La Knowles, che in precedenza ha recitato in Dreamgirls, Cadillac Records e Austin Powers: Gold Member, si è detta entusiasta di essere coinvolta nel remake del famoso film e di lavorare con il regista Clint Eastwood.
Io rappresento questa generazione ed essere la prescelta per rappresentare il talento contemporaneo (e da afroamericana), mi rende fiera ed estremamente felice, ha dichiarato l’artista.
Per la parte maschile, l’attore considerato per il ruolo e che in questi giorni sta negoziando il suo ingresso nel cast è Russell Crowe.
Fonte:
http://www.rockol.it/news-264062/Beyonc%25c3%25a9-parla-del-suo-prossimo-film
Sega sotto attacco, LulzSec si dichiara innocente
Lulz Security, il gruppo di “hacker” che ha attaccato numerose aziende, ha rigettato ogni addebito e anzi si è detto disposto a cercare e punire gli hacker coinvolti in questo attacco.
I primi report parlavano di utenze collegate a Facebook, Twitter, “siti di incontri”, PayPal e Xbox Live, in maggioranza di origine statunitense.
“Sembra che questo gruppo abbia pubblicato una lista con migliaia di potenziali indirizzi email e password, incoraggiando gli utenti a provarli su diversi siti online come Xbox Live – nel caso uno degli utenti abbia usato la medesima combinazione di password ed email.
Gli account più vecchi saranno disabilitati (parliamo di quelli precedenti all’acquisizione di BioWare da parte di EA), quelli nuovi invece dovranno resettare la password prima di poter essere usati di nuovo.
Fonte:
http://www.tomshw.it/cont/news/sega-sotto-attacco-lulzsec-si-dichiara-innocente/32059/1.html
il caso diamoutene
La vile aggressione di un gruppo di ultrà al calciatore Diamoutene sul campo di allenamento di Calimera era veicolata solo dalla ‘colpa’ del giocatore di aver militato, sia pure per una brevissima parentesi, nell’odiata squadra del Bari.
Basta una più restrittiva distinzione semantica (non l’hanno offeso perchè è nero) per tacitare quasi in una dimensione di accettabilità l’ignobile insulto ad un professionista che ha fatto sempre il suo lavoro con professionalità e, se questo non bastasse, ci ha messo pure il cuore.
Tuttavia, i teppisti che hanno aggredito Diamoutene non rientrano neanche in questa classificazione, perchè in questo caso la vittima dell’aggressione non stava da nessuna altra sponda, anzi stava a pieno titolo dalla parte del Lecce, e, senza con questo voler creare deprecabili steccati, non aveva nulla a che fare con il Bari nel cui club aveva militato per soli tre mesi (contro cinque anni anche gloriosi nel Lecce).
Però in quei tre mesi aveva avuto la colpa di aver detto in una intervista che a Bari si trovava bene.
Fonte:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/blog/blog.php?IDBlog=20&IDPost=402
La solidarietà a Ichino spacca il centrosinistra
Solidarietà a Pietro Ichino? Comunisti italiani e Rifondazione non firmano l’ordine del giorno presentato dal PdL per sostenere il giuslavorista attaccato dalle Br. E il segretario del Pd, Ezio Casati, attacca questa scelta politica presa nell’aula di Palazzo Isimbardi chiosandola come «l’insufficiente difesa del senatore Ichino». Va giù pesante Casati contro un pezzo della maggioranza della giunta della Provincia, mentre il presidente Filippo Penati commenta che «non ci possono essere se e ma, non si possono fare cioè dei distinguo». Ma Rifondazione comunista «diffida» Penati e Casati dal continuare a lanciare l’accusa di «smarcamento»: «Diffidiamo il Pd dal continuare con questa vergognosa campagna contro Rifondazione che, in tutta la sua storia mai ha mancato di difendere tutte le persone di qualsiasi parte politica, culturale, religiosa sottoposte ad attacchi violenti». Conseguenza? «Diamo mandato ai nostri legali per verificare se ci sono gli estremi per una querela nel caso che questa campagna diffamatoria continuasse». Rifondazione annota che questa «campagna Pd serve solo a coprire la svolta a destra che vogliono perseguire in Provincia» dove a giugno si ritorna alle urne. E giusto per far capire il clima, ieri sera, Rifondazione ha pure richiesto in aula, dove si discute del bilancio, una smentita «vana» delle dichiarazioni fatte dal Pd. Il dibattito consiliare è poi saltato.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324881
H&M, la crisi fa più ricca l’Ikea dell’abbigliamento
Gli altri si stringono, stanno sulla difensiva. In attesa di momenti migliori. Loro non licenziano, assumono. E grazie alla crisi, incamerano utili, pensano ad espandersi. Pensano positivo. Loro sono gli svedesi di H&M, l’Ikea dell’abbigliamento, marchio sempre più familiare ai consumatori ai tempi del colera finanziario. Nel collettivo stringer di cinghia, H&M si allarga facendo leva su una filosofia produttiva e commerciale vincente: t-shirt a 10 euro, camicette a 20, giacche che a malapena arrivano a sfiorare il biglietto da cinquanta. Capi rigorosamente low cost, dal look modaiolo, ma ad alto, altissimo profitto: 1,44 miliardi di euro gli utili 2008, oltre il 12% in più dell’anno prima. E volumi di vendita da capogiro, con 8,3 miliardi di fatturato.Solo merito della crisi che morde i portafogli, attacca la fiducia anche dei più incalliti consumisti, induce a limitare lo shopping? Non solo. Negli ultimi cinque anni, le vendite di questo gruppo fondato nel 1947 da Erling Persson sono aumentate del 73% e gli utili per azione hanno avuto un’impennata del 140%. Alla Borsa di Stoccolma, non a caso, H&M ha strappato a un totem nazionale come Ericsson il primato della capitalizzazione.I punti vendita, rigorosamente monomarca, sono un migliaio, sparsi in 33 Paesi. Danno lavoro a 73mila persone. L’obiettivo del gruppo scandinavo è quello di arrivare a quota 80mila circa entro la fine dell’anno. «Le prospettive di espansione e le opportunità di sviluppo – ha spiegato H&M in una nota – restano positive e la società ha intenzione di assumere tra i 6mila e i 7mila nuovi lavoratori nel 2009».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324813
Si lamenta per il pasto a bordo E la compagnia aerea lo assume
«Guarda qui, Richard. Ecco, te lo stai chiedendo anche tu: qual è l’antipasto, e quale il dessert?». Richard, cioè Branson, il boss della Virgin, ha guardato. Lettera e fotografie allegate. Tutto spedito da Oliver Beale, un passeggero reduce da un viaggio con la sua compagnia aerea fra Mumbai e Londra. Un volo disastroso a causa del cibo servito a bordo: così Beale ha deciso di scrivere al capo della Virgin Atlantic per lamentarsi. E l’ha fatto così bene da ammaliare Branson, che ora vuole assumerlo come selezionatore di pasti e bevande per i suoi voli.La lettera di Beale è stata subito un successo: dopo esser stata spedita è finita sui giornali britannici, che l’hanno giudicata come la miglior produzione nel suo genere. Anche Branson ha apprezzato. E ha telefonato a Beale per scusarsi e ringraziarlo delle critiche «costruttive». Poi la proposta: un invito ufficiale in febbraio al centro del catering della compagnia aerea, come assaggiatore e consulente nella scelta dei cibi per i voli futuri. Beale temporeggia. Ha una carriera a Londra nel mondo della pubblicità, ha solo 29 anni, giura di non aver scritto a Branson per opportunismo. Non l’ha fatto apposta: è proprio che quel cibo non l’ha digerito, anzi, quando ha provato a distrarsi con la televisione, anche lì il volo della Virgin l’ha tradito, perché lo schermo era un insieme di righe. Altra foto allegata: «Lo vedi, Richard? Mi spiace, la qualità dell’immagine è pessima, è che è stato proprio complicato cercare di immortalare la faccia di Boris Johnson fra tutte quelle righe che attraversavano lo schermo».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324804
L’accusa del Pd: «Bollette gonfiate? A2A non dice dove sono i contatori difettosi»
Bollette del gas gonfiate? La storia non è ancora finita. Sono infatti 2359 i contatori del gas a turbina presenti nei condomini milanesi, capaci di «rubare – come ammise un dirigente di A2A, la municipalizzata dell’energia – fino al 16%». Contatori furbi che, cioè, arrotondano in eccesso i consumi. Per tutelare i cittadini il gruppo consigliare del Pd ha scritto ad A2A per avere l’elenco dei condomini in cui si trovano ancora questi contatori. «Ma l’azienda non ci ha risposto adducendo pretestuosamente la questione della privacy» spiega Aldo Ugliano, consigliere comunale del Pd, che insieme al capogruppo Pierfrancesco Majorino ha scritto una lettera al sindaco per chiedere un suo intervento. Noi vogliamo semplicemente avvisare gli amministratori dei condomini del potenziale malfunzionamento di questi contatori e quindi il potenziale danno economico a carico dei condomini. È dato sapere – continuano – che A2A sta sostituendo 3- 4 contatori a turbina al giorno, considerando che sono 2359 è ovvio immaginare che per riuscire a sostituirli tutti ci vorranno circa 3 anni, un tempo decisamente lungo». Non solo, l’accordo che A2A aveva firmato con Palazzo Marino prevedeva non solo il controllo, su richiesta dei clienti, e la sostituzione del contatore, se malfunzionante, ma anche il rimborso delle bollette gonfiate del passato. A maggior ragione i consiglieri del Pd hanno deciso di dare battaglia alla municipalizzata. «Se A2A non diffonderà l’elenco dei condomini, provvederemo noi a tutelare i cittadini – conclude Ugliano – diffondendo le fotografie dei contatori in modo che i milanesi possano fare un controllo fai da te e chiedere il rimborso dei danni».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324874
Per Ford rosso record «ma niente prestiti»
La Regione Liguria risponde a Gabriele Saldo che in consiglio regionale aveva accusato l’ente di acquisire una sovratassa sul bollo auto se pagato on- line. «La percentuale di 1,83 euro a titolo di commissione è richiesta dal circuito Bankpass delle carte di credito e non dalla Regione Liguria. La richiesta iniziale era fissata in misura superiore a quella poi applicata dopo un confronto con la Regione Liguria. La somma è riscossa dal circuito».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324938
Chinatown, la “lista” dei lavori in nero i cinesi la comprano ogni giorno al bar
Il foglio di Qui Zhi è quello «buono», come dice lui. Lo tiene stretto in una mano, mentre con l’altra compone freneticamente un numero di telefono. Ce ne sono tantissimi sulla sua «lista», uno per ogni ideogramma indecifrabile a qualsiasi altra persona che non sia un orientale. Via Messina, ore 9 del mattino. Ecco la via del caporalato cinese, nel cuore di Chinatown, a qualche metro da Paolo Sarpi. È qui che ogni giorno centinaia di uomini e donne cinesi si affollano davanti alle serrande di un Internet Point o di qualche altro negozio di riviste o dvd per asiatici in attesa di poter ricevere una fotocopia con l’elenco delle offerte di lavoro per qualche ora o poco di più. Come lavapiatti, camerieri, cuochi, parrucchiere, maglierie, divisi per categorie e sesso. In nero. Bastano 30 centesimi per avere quel pezzo di carta, se lo chiedi te la danno anche al bar vicino all’incrocio di via Procaccini, dopo il caffè.
Tutto accade verso le otto del mattino quando iniziano ad arrivare i primi cinesi. Alcuni sembrano venire da chissà dove con una valigia appresso e l’aria di chi non sa nemmeno in che posto è capitato. Altri invece, i più esperti e rapidi, hanno già trovato gli elenchi freschi di stampa e cominciano la questua al cellulare. Perché in fondo è anche una questione di velocità: le possibilità di avere un impiego aumentano se trovi subito la linea libera e bruci sul tempo la concorrenza.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324880
Carloforte, terra ligure in Sardegna
nostro inviato a CarloforteC’è solo l’imbarazzo della scelta se uno decide di volare a Cagliari per ritemprarsi a Carloforte sull’isola di San Pietro, poco al largo della costa sud occidentale sarda. Da Milano garantiscono collegamenti Meridiana, Volareweb, Airone, Easyjet, Alitalia. Una volta allo scalo di Elmas, si noleggia una vettura e si punta su Siliqua, si attraversa la splendida, intensa regione del Sulcis con quello che resta delle sue miniere, si sfiora Iglesias, si passa Gonnesa e si arriva all’imbarco di Portoscuso. Da lì il viaggio in traghetto dura mezzora, da Calasetta la metà, ma la strada per raggiungerla è più lunga.Per alcuni mesi, i ferry boat attraccheranno ancora davanti piazza Carlo Emanuele III (è il Carlo Forte celebrato nel nome), poi verranno spostati lontano dagli occhi e dal centro perché il sindaco Agostino Stefanelli intende chiudere il paese al traffico, introducendo le vetture elettriche. Ottima mossa perché chi viene fin qui lo fa per rilassarsi. La cosa che più stupisce è l’anima della popolazione che non è affatto sarda bensì di radici liguri, di Pegli. Pescatori di corallo, vennero trasferiti qui nel 1736 dall’isola tunisina di Tabarka e da allora formano una sorta di terra genovese d’oltremare. Chiudi gli occhi e pensi di essere in qualche carrugio della Superba.Camminare, nuotare, riposarsi tutto bello. Per la notte, da un mese ha aperto, in un’isola dove gli alberghi scarseggiano (e le seconde case abbondano), un gradevole tre stelle in collina, il Pimpina, 0781 854 180, a due passi dal Tonno di Corsa, 0781 855 106, il ristorante tutta tradizione di Secondo Borghero, con Luigi Pomata che sul lungomare cura i riti golosi del Nicolo, 0781 854 048.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=281854
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