«Dopo 400 omicidi smetto di indagare»
Quattrocento omicidi in vent’anni, l’ottanta per cento risolti con successo. «Ma purtroppo ci sono gli altri, e mi bruciano. Eccome se mi bruciano». Per il «maresciallo» Antonio Scorpaniti, da quarant’anni in polizia, gli ultimi 20 alla sezione omicidi, ultima settimana alla scrivania prima della pensione. Un rimpianto? «Non aver avuto 20 anni fa le moderne conoscenze scientifiche».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285410
Stuprate da immigrati, tre assalti in 24 ore
da MilanoÈ un bollettino di guerra. Il bollettino di guerra di un’escalation di violenze sessuali che in quest’estate 2008, specie nei week end ma non solo, assume dimensioni drammatiche: da Lecco ad Agrigento, da Milano a Latina anche questa settimana è un agghiacciante festival dello stupro: da un lato giovani donne indifese; dall’altra parte gli autori delle violenze, tutti extracomunitari e quasi tutti pure clandestini. Le vicende più terribili perché in entrambi i casi le vittime sono disabili, da Airuno (Lecco) e Terracina (Latina); allucinante la storia che arriva da Agrigento, dove un marito ha violentato e fatto violentare da un amico la propria moglie per punirla di una presunta scappatella; infine, da Milano, una buona notizia, l’arresto di un egiziano che il 4 agosto scorso aveva picchiato e stuprato una donna di origine brasiliana in una cascina della zona Nord della città.AIRUNO (LECCO)È una giovane di 27 anni affetta da problemi psichici la sfortunata protagonista di questa storia che si è consumata ad Airuno, nel Lecchese. Due nordafricani di 36 e 22 anni gli aguzzini che per due giorni hanno approfittato di lei, in un casolare. Il film dell’orrore comincia mercoledì. La ragazza sta facendo una passeggiata nei pressi di casa. I due la avvicinano. Sembrano gentili, la convincono a seguirli nel loro appartamento. Ed è lì che si consuma lo stupro. La giovane è terrorizzata. Gli aguzzini l’hanno picchiata, intimandole il silenzio, e lei, tornata a casa, non dice nulla ai familiari.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282250
Poliziotti-olimpionici sulle strade: inseguimenti e arresti in bicicletta
Gli agenti della volante «Garibaldi» erano appena rientrati in servizio dopo l’arresto di un rapinatore, che già si sono dovuti «esibire» nel fermo di un altro malvivente. E questa volta dopo una corsa perdifiato intorno all’Isola, dietro un giovane africano ingobbito sui pedali di una bici appena rubata. Giovedì mattina l’equipaggio era in servizio quando era arrivata la segnalazione di due colpi in via Turati. Il primo alla filiale di Intesa al civico 40, mancato, il secondo all’agenzia Antonveneta, al 20, andato a segno. Autore un cinquantacinquenne, beccato all’uscita dalla seconda banca.La turnazione aveva poi portato gli agenti a 24 ore di riposo per rientrare in servizio la notte tra venerdì e sabato. E l’altra notte verso le tre e mezza gli stessi agenti vengono chiamati in via Borsieri 5. C’è infatti un negretto intento a lavorarsi con un cacciavite le portiere delle auto in sosta.L’africano vede la volante, molla il ferro del mestiere e scappa. Inseguito da uno degli agenti. La corsa si dipana lungo via Volturno, Sebenico e piazza Minniti dove il fuggitivo strappa la bici a un nordafricano di passaggio e riprende la fuga: via Pastrengo, Carmagnola, Archinto, Del Verme Strabone e infine Pergola. Dove l’africano, un clandestino di 19 anni proveniente dal Gambia, viene placato dall’inesauribile agente. Che, visto il fiato, forse andava convocato per le Olimpiadi di Pechino.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282339
Borghezio: «Mi scuso per il giuramento in chiesa»
Genova. Il giorno dopo il giuramento da novello cavaliere della cristianità, fatto dentro alla chiesa della Commenda di Prè che il sindaco genovese Marta Vincenzi vorrebbe trasformare in un centro multireligioso aperto anche ai musulmani, l’europarlamentare leghista Mario Borghezio si scusa con la curia. «Non sapevo fosse una chiesa» ha spiegato al Giornale. Borghezio ha anche chiarito alcune dichiarazioni che gli sono state attribuite: «La pulizia etnica di cui ho parlato era una battuta, visto che abbiamo dovuto ripulire la piazza della Commenda. La Lega non vuole fare male a nessuno, ma difendere l’identità cristiana, padana e genovese». L’europarlamentare ha confermato, invece, il riferimento al «sasso del balilla». La leggenda secondo cui, nel Settecento, nel corso dell’occupazione austriaca di Genova, un ragazzo del popolo ebbe il coraggio di sfidare le truppe nemiche a colpi di pietra. «È lo spirito della Lega» ha detto. Sempre ieri è giunto il commento caustico di Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, l’associazione di giornalisti: «Siamo sicuri che la Chiesa invece di scomunicarlo deciderà di affidarlo alle cure della Caritas che tratta con uguale passione tutti i casi, a prescindere dalla nazionalità». Ma Borghezio non demorde: «A Genova e in tutta la Padania la Lega continuerà la sua battaglia». D’altronde a Genova il «gesto dell’ombrello è stato fatto come è anche stato alzato il dito medio all’indirizzo dei contestatori del comizio.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282253
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